Le Stanze

Policromia

Questa stanza è un simpatico contenitore di colori e creatività. Kandinsky, con i suoi colori brillanti, Monet con il suo stile inconfondibile e la delicatezza delle sue pennellate, sono parte integrante della stanza che si colora delle loro opere. Policromia è una stanza giocosa e frizzante, dove l’arte trova uno spazio perfetto per collocarsi e tenere compagnia a chiunque entra in questa camera.

«Il colore è la tastiera, gli occhi sono il martelletto, l’anima è un pianoforte con molte corde. L’artista è la mano che suona, toccando un tasto o l’altro, per provocare vibrazioni nell’anima» (Wassily Kandinky, Lo spirituale nell’arte)

Era l’ora dell’iniziale crepuscolo. Rincasavo con la mia cassetta di colori dopo essermi dedicato a uno studio, ancora trasognato e tutto preso dal lavoro appena concluso, quando all’improvviso vidi un quadro di indescrivibile bellezza, compenetrato in un’accensione interiore. Restai di stucco, poi mi avvicinai in fretta all’enigmatico dipinto, nel quale nulla mi riusciva comprensibile delle forme e dei colori che vedevo. Scoprii immediatamente la chiave dell’enigma: era uno dei dipinti da me eseguiti, appeso alla parete di traverso. Il giorno dopo, con la luce del giorno, tentai di ritrovare l’impressione del giorno prima, ma ci riuscii solo in parte: […] continuavo a riconoscere gli oggetti, e mancava la sottile velatura del crepuscolo. Adesso sapevo con esattezza che l’oggetto è di danno ai miei dipinti“.  (Wassily Kandinky)

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Il rifugio dei poeti

La camera matrimoniale è una stanza semplice e rilassante. L’arredamento è minimale per lasciare spazio alle poesie che fanno da protagoniste. Alle pareti le poesie di Eugenio Montale, Antonio Machado, Anna Achamtova e Walt Whitman colorano la stanza e le donano un aria romantica. Frammenti di poesia su fogli di carta potranno essere un piacevole ricordo per l’ospite che soggiornerà in questa camera.

Poesie

Dicono che la mia
sia una poesia d’inappartenenza.
Ma s’era tua era di qualcuno:
di te che non sei più forma, ma essenza.
Dicono che la poesia al suo culmine
magnifica il Tutto in fuga,
negano che la testuggine
sia più veloce del fulmine.
Tu sola sapevi che il moto
non è diverso dalla stasi,
che il vuoto è il pieno e il sereno
è la più diffusa delle nubi.
Così meglio intendo il tuo lungo viaggio
imprigionata tra le bende e i gessi.
Eppure non mi dà riposo
sapere che in uno o in due noi siamo una sola cosa. (E.Montale, Xenia, da Satura)

Vandante sono le tue orme
il sentiero e null’altro;
Viandante non c’è un sentiero
il sentiero si fa camminando.

Camminando si traccia il cammino
e volgendo lo sguardo alle spalle
si vede il sentiero che mai
si deve tornare a calcare.
Viandante non c’è un cammino
ma segni nel mare …

(Viandante, Antonio Machado)

Io sono la vostra voce, il calore del vostro fiato,
il riflesso del vostro volto,
i vani palpiti di vane ali…
fa lo stesso, sino alla fine io sto con voi.

Ecco perché amate così cúpidi
me, nel mio peccato e nel mio male,
perché affidaste a me ciecamente
il migliore dei vostri figli;
perché nemmeno chiedeste di lui,
mai, e la mia casa vuota per sempre
velaste di fumose lodi.
E dicono: non ci si può fondere più strettamente,
non si può amare più perdutamente…

Come vuole l’ombra staccarsi dal corpo,
come vuole la carne separarsi dall’anima,
così io adesso voglio essere scordata.

(A Molti, Anna Achmatova)

Io canto l’individuo, la singola persona,
Al tempo stesso canto la Democrazia, la massa.

L’organismo, da capo a piedi, canto,
La semplice fisionomia, il cervello da soli non sono degni
della Musa: la Forma integrale ne è ben più degna,
E la Femmina canto parimenti che il Maschio.

Canto la vita immensa in passione, pulsazioni e forza,
Lieto, per le più libere azioni che sotto leggi divine si attuano,
Canto l’Uomo Moderno.

(Io canto l’individuo, Walt Whitman)

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